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 Il
Carattere. L'aggressività immotivata nel cane, nella
maggior parte dei casi, è dovuta ad insicurezza. Le reazioni a tale insicurezza
sono l'abbaio ingiustificato, addirittura, in alcuni casi il morso e
l'immediata fuga.
È evidente che un tale atteggiamento denota un forte
squilibrio caratteriale nel cane, ciò è penalizzante e talvolta pericoloso.
Ma non dimentichiamo che anche un Pastore tedesco allevato in modo corretto
può dimenticare i buoni insegnamenti, questo avviene nel caso in cui
il nuovo padrone non gli rinfreschi la memoria, oppure quando gli trasmette
la sua insicurezza.
La natura ha insegnato al cane da Pastore tedesco a vivere
in branco con i loro simili, dove al vertice della loro gerarchia vi
è sempre e comunque un capo-branco al quale si deve il massimo rispetto
e si obbedisce senza esitazione. Una volta abbandonato il branco naturale
e si entra in una famiglia, il capo branco sarà identificato, dal cane,
in un componente della famiglia stessa. Infatti, per il Pastore tedesco
la nuova famiglia sarà il branco in cui scegliere un capo-branco al
quale obbedire e comportarsi esattamente come lui. Non a caso i detti
popolari, alcune volte, trovano riscontro nella realtà ad esempio quando
si dice "quel cane rispecchia il padrone". Infatti, un padrone "capo
branco" attraverso il suo atteggiamento trasmetterà al cane i suoi timori,
la sua aggressività, le sue gioie ecc..
È per questo che è insegnato
ai conduttori dei cani di professione, impiegati nelle varie specializzazioni,
ricerca di persone in superficie e sotto maceria, da valanga ecc., di
mantenere il più possibile la calma e di nascondere paure e stanchezze,
ai sensibili apparati percettivi dei loro cani, onde evitare di influenzarne
negativamente l'operato.

 L'Equilibrio.
Il Pastore Tedesco deve essere equilibrato, saldo di nervi, sicuro di
sè, disinvolto e (salvo provocazione) di indole assolutamente buona.
Deve essere altresì vigile e docile per essere idoneo come cane da accompagnamento,
da guardia, da difesa, di servizio e da pastore; deve possedere inoltre
coraggio, combattività e tempra. Non a caso, per la sua versatilità,
viene chiamato il "Leonardo da Vinci" dei cani, può fare tutto e di
più.
La sua vita è un costante atto d'amore verso il suo padrone,
che segue fedelmente in ogni momento e in ogni luogo, o che aspetta
con trepidazione quando è lontano. E&grave vigile e attento in ogni momento
a tutto quanto lo circonda, o a quanto circonda il suo padrone o i suoi
familiari, che ama tutti incondizionatamente. E&grave infaticabile sulle
nevi in climi avversi, nella ricerca dei sepolti da valanghe; e&grave intrepido
e coraggioso quando "stana" e attacca i malfattori da assicurare alla
giustizia; è insuperabile nell'impegno antidroga, ma è anche assai docile
e paziente quando conduce un cieco.
E&grave indispensabile, poi, per ritrovare
superstiti nel crollo di edifici durante i terremoti. La razza del cane
da Pastore tedesco è assai giovane, circa 100 anni orsono non esisteva e
oggi è la più diffusa nel mondo; la sua fortuna tende ad aumentare a
ritmo vertiginoso. Ormai il Pastore tedesco è il cane per antonomasia
quello che si � pi� integrato con l'uomo. E' evidente che le risposte
a stimoli determinati sono state trasmesse al PT geneticamente come
componente istintiva, divenendo inalterato nel tempo e nei luoghi, ma
� anche vero che, dal ricordo della sua vita in branco, il PT ripone
la sua fiducia nel suo capo branco, ovvero il suo padrone, che ama e
segue fedelmente.
Questo rapporto di amore e di emulazione, due elementi
che per il cane sono inscindibili, sar� determinante per forgiare il
carattere del PT nel tempo , quale � descritto nello standard e quale
noi vogliamo che sia. |
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